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Prova KTM 690 SMC R 2012

Il motore monocilindrico da 690 centimetri cubi equipaggia la moto più “maleducata” di KTM. Dopo aver provato la 690 Duke ora è il momento della SMC R: la mono urban tra le più divertenti sul mercato.

Pubblicato Wednesday 08 February 2012 · da
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La KTM 690 SMC R è l’ultima regina di una categoria ormai estinta. Il supermotard ha vissuto anni gloriosi ma, visto anche il lento declino avvenuto nelle competizioni, anche il fenomeno modaiolo si è progressivamente affievolito. Così succede che oggi di vere concorrenti la SMC R non ne ha, nemmeno tra quei marchi che storicamente sono stati antagonisti della Casa austriaca e si trova da sola a presidiare un territorio di cui detiene inevitabilmente il monopolio. Husqvarna che è sempre stata la concorrente più accreditata con la sua SM630 è indietro anni luce dal punto di vista tecnico, BMW che aveva presentato non più di cinque anni fa la gamma G monocilindrica ha alzato bandiera bianca battendo in ritirata.

Oggi il mondo delle motard è diviso in due grandi aree che si distinguono sostanzialmente per cilindrata. Da una parte vivono dignitosamente le maxi bicilindriche con cilindrate a partire da 750 centimetri cubi della Aprilia Dorsoduro, passando dalla KTM 990 Supermoto R e concludendo con la Hypermotard che è indubbiamente l’icona di questo mondo. L’altra è strettamente legata al mondo agonistico e i marchi sono HM, TM, Suzuki Valenti e la stessa KTM con la 450 SMR versione pronto gara non omologabile per l’uso stradale.

La KTM 690 SMC R si trova quindi da sola a fare la voce grossa e non ci mette molto a farsi sentire, soprattutto dagli utenti urban, ora che è stata aggiornata tecnicamente ed esteticamente. La scheda tecnica parla chiaro e i particolari aggiornati sono davvero tanti. Primo fra tutti il nuovo motore LC4 della 690 Duke che passa da 654 a 690 centimetri cubi – alessaggio e corsa 102×84.5 mm – aumenta la potenza fino a 66,5 cavalli, la coppia è di 68 Nm a 6.000 giri e il rapporto di compressione cresce a 12,5:1.

Il mono austriaco conserva la frizione APTC con sistema di anti saltellamento della ruota posteriore, l’iniezione elettronica della Keihin e il comando dell’acceleratore parzialmente Drive by Wire, non completo come la 690 Duke che è privo di cavo meccanico che comanda il gas.

Anche la ciclistica fa segnare dei cambiamenti per rendere la SMC R più facile da usare anche nel traffico. L’escursione delle sospensioni si riduce a 250 mm davanti e dietro, portando l’’altezza minima a 270 mm da terra; i cerchi da 17 pollici sono anodizzati arancio e mantengono le stesse misure dei canali  per ospitare la gomma anteriore da 120/70 e quella posteriore da 160/60. Anche la sella si abbassa ma, nonostante lo sforzo dei tecnici, i suoi 890 mm fanno ancora venire le vertigini.

Queste le uniche evoluzioni previste visto che la KTM 690 SMC R ritrova l’impianto frenante della Brembo con disco flottante da 320 mm e pinza radiale e quello posteriore ha il diametro di 240 mm, il telaio a traliccio in tubi al cromo molibdeno, la forcella regolabile da 48 mm di diametro e un peso prossimo all’anoressia: 139,5 kg carburante escluso.

Prezzo d’acquisto 8.695 euro f.c. già disponibile dai concessionari.

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