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	<description>Ride Drive Live</description>
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		<title>BMW Concept Ninety</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 16:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concept Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Cover]]></category>
		<category><![CDATA[BMW motorrad]]></category>

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		<description><![CDATA[Spunta al concorso d’eleganza di Villa d’Este una moto che celebra i 90 anni di BMW Motorrad. La Concept Ninety è ispirata alla R 90 S e probabilmente non resterà fine a sé stessa]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	La bravura di un customizer sta nella capacit&agrave; di lavorare su qualsiasi veicolo, non solo sulle custom. Tra i vari customizer, Roland Sands &egrave; sicuramente quello capace di lavorare a pi&ugrave; ampio spettro. Basti pensare alla Ducati Desmo Tracker la moto da Short Track che Sands ha ricavato da una Desmosedici, o all&rsquo;incredibile prototipo derivato dallo Yamaha TMax che ha presentato lo scorso anno a Eicma. Ora, chi meglio di lui poteva lavorare su un progetto che celebra i 90 anni di BMW? Nessuno, appunto, per questo BMW ha affidato proprio a Roland Sands il compito di collaborare in modo attivo con il centro stile di BMW Motorrad&nbsp; &ndash;capitanato da &nbsp;Ola Stenegard- alla <strong>Concept Ninety </strong>reinterpretazione in chiave moderna la R 90/S, evidentemente una delle moto che, secondo BMW meglio rappresenta la storia dei suoi 90 anni.
</p>
<p>
	<strong>Quello che vedete non &egrave; un semplice esercizio di stile, ma una concept bike che, conoscendo BMW prefigura una nuova moto che arriver&agrave; verso fine anno</strong>. Del resto <strong>BMW</strong> aveva gi&agrave; anticipato tempo fa che avrebbe celebrato i suoi 90 anni con una moto speciale e questa <strong>Concept Ninety</strong> non sembra essere altro che una succosa anticipazione della moto che arriver&agrave;. Evidenti richiami al passato, come le linee arrotondate della carenatura o il piccolo codino, si mixano con altri modernissimi come le luci a LED che popolano il faro anteriore rigorosamente tondo.
</p>
<p>
	<strong>Dal Customizer americano arrivano particolari le leve di freno e frizione, i coperchi valvole, lo scarico, i cerchi</strong>, il braccio del Paralaver trattati con un processo definito &ldquo;di taglio a contrasto&rdquo;. La base di partenza &egrave; una R 1200 R, la naked BMW con il suo pulito motore ad aria. Le sospensioni sono Ohlins, gli pneumatici Slick. Elemento di curiosit&agrave; l&#39;assenza del Telelever che ormai caratterizza fortemente tutte le Boxer BMW, la forcella della Concept Ninety &egrave; di tipo tradizionale.<br />
	Con questa concept BMW ha intenzione di usciere dagli schemi, e dimostrare che una BMW pu&ograve; anche essere una moto &ldquo;pura&rdquo; capace di emozionare solo allo sguardo. Ci sono riusciti secondo voi?
</p>
<p><iframe src="https://www.bestreaming.com/redlive_video/j02v1xm2BMW_Concept_Ninety.mp4" width="640" height="360" frameborder="0" scrolling="no" seamless="seamless"></iframe> </p>
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		<title>BMW Concept Ninety</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 16:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gallery Moto]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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		<title>Mazda MX-5 Cult</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 09:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Red Live</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Mazda]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa dell’arrivo della nuova versione, attesa a breve la MX-5 lancia l’edizione Cult. Pronta per l’estate]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<span style="line-height: 1.6em;">Bastano 1.200.000 pezzi venduti nel mondo per meritarsi l&rsquo;appellativo di auto di culto? Evidentemente si, soprattutto se si tratta della Mazda MX-5, che auto di culto lo &egrave; sempre stata. Ora in attesa dell&rsquo;<a href="http://www.red-live.it/news/news-auto/alfa-mazda-una-spider-insieme-nel-2015/" target="_blank">arrivo della nuova versione, che dar&agrave; vita anche alla nuova Alfa Spider</a> la MX-5 si presenta in una versione speciale, solo per il mercato italiano. Realizzata in serie limitata (100 pezzi), la Mazda MX-5 Cult &egrave; declinata nelle due varianti Roadster (grigia o nera con interni in pelle e capote tabacco) e o Roadster Coup&eacute; (vernice e capote blu e interni pelle color tabacco). Ovviamente, trattandosi di allestimento speciale, la MX-5 Cult non si fa mancare nulla a livello di dotazione con cerchi da 17, fendinebbia, climatizzatore, navigatore con schermo da 6 pollici e cruise control.</span>
</p>
<p>
	Nulla di nuovo sotto, invece, al cofano, dove troviamo ancora il confermatissimo quattro cilindri 1.8 da 126 cavalli. Prezzi. 25.750 euro per la MX-5 Cult Roadster, 27.750 per la Roadster Coup&eacute;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prova Yamaha FJR1300AS</title>
		<link>http://www.red-live.it/test/test-moto/prova-yamaha-fjr1300as/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=prova-yamaha-fjr1300as</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cover]]></category>
		<category><![CDATA[Test Moto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo essere stata la prima Casa al mondo a montarlo su una moto, Yamaha ripropone la versione evoluta del suo cambio robotizzato sulla FJR1300AS e al tempo stesso fa debuttare il primo sistema interamente giapponese di sospensioni elettroniche]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<span style="line-height: 1.6em;">Ho fatto un test. Ho pubblicato su&nbsp;Facebook di RED un&nbsp;dettaglio molto stretto del cruscotto della </span><strong style="line-height: 1.6em;">Yamaha FJR1300AS</strong><span style="line-height: 1.6em;"> che riportava evidentemente un menu di sospensioni elettroniche. Ho fatto la domanda: italiana, tedesca o giapponese? <strong>Quasi nessuno ha risposto giapponese</strong>. La cosa deve far riflettere: abbiamo vissuto anni in cui la moto giapponese &egrave; stata sinonimo di tecnologia avanzata, quasi futuristica. Oggi, invece, i marchi giapponesi&nbsp;non sono visti come innovatori, ma come conservatori, quasi follower tecnologici rispetto ai pi&ugrave; &ldquo;sbarazzini&rdquo; marchi europei che ormai ci hanno abituato bene propinandoci un nuovo sistema elettronico ad ogni modello immesso sul mercato.</span>
</p>
<p>
	<a href="http://www.red-live.it/senza-categoria/yamaha-fjr-1300-as/attachment/yamahafjr1300as2013-013/" rel="attachment wp-att-93172" style="" target="" title=""><div id="attachment_93172" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img alt="YamahaFJR1300AS2013-013" class="size-medium wp-image-93172 wp-caption alignleft" height="149" src="http://www.red-live.it/content/media/2013/05/YamahaFJR1300AS2013-013-225x149.jpg" width="225" style="" title="" /><p class="wp-caption-text">Il ponte di comando della Yamaha FJR1300AS, tante funzioni in un unico blocchetto</p></div></a><strong>Cosa &egrave; successo ai giapponesi? Si sono&nbsp;addormentati?</strong> &Egrave; piuttosto ovvio che non sia&nbsp;cos&igrave;, ma il discorso &egrave; lungo e meriterebbe un&nbsp;articolo a parte. Il&nbsp;punto importante &egrave; la&nbsp;filosofia costruttiva dei costruttori del Sol Levante. Un giapponese non azzarda, mai. Non mette in vendita una moto con una mappatura o un traction control che funziona bene &ldquo;nel 90% dei casi&rdquo;. La parola &ldquo;accettabile&rdquo; &egrave; a lui sconosciuta. <strong>Non monta un quickshifter se non &egrave; certo che il cambio duri&nbsp;almeno 300.000 km</strong>. Traguardi a volte eccessivi&nbsp;- improbabile che qualcuno percorra&nbsp;300.000 km con una moto -&nbsp;richiedono pi&ugrave; tempo per ottenere il risultato che altri sembrano aver raggiunto prima,&nbsp;perch&eacute; hanno giudicato il funzionamento di un componente &ldquo;accettabile&rdquo;.
</p>
<p>
	Tutto dipende, quindi, da quanto alta si piazzi&nbsp;l&rsquo;asticella. Questo a volte pu&ograve; far perdere dei bei treni, ma non ha impedito ai giapponesi di fare innovazione. <strong>Yamaha,&nbsp;ad esempio &egrave;, stata la prima Casa (in assoluto) a credere nell&rsquo;elettronica applicata alle moto</strong>. <strong>&Egrave;</strong> <strong>marchiata Yamaha (la R6) la prima moto con Ride by Wire</strong> (anche se parziale), sempre sua quella con l&rsquo;aspirazione a lunghezza variabile. <strong>&Egrave; ancora Yamaha la prima moto con cambio robotizzato</strong>, argomento oggi di grande attualit&agrave; (grazie a Honda con il suo DCT) ma che Yamaha ha affrontato gi&agrave; nel 2006 con la<strong>&nbsp;FJR1300AS</strong>, largamente in anticipo sui tempi.&nbsp;Forse fin troppo in anticipo. Alla fine solo una su 5 FJR che uscivano dal concessionario montava&nbsp;<strong>il sistema YCC-S (Yamaha Chip Controlled Shift), che, meglio ricordarlo, non &egrave; un cambio automatico ma un vero e proprio cambio robotizzato</strong> (quindi con la classica frizione e tutti gli ingranaggi) e&nbsp;consente di rinunciare al comando della frizione (che infatti non c&rsquo;&egrave;) ma <strong>lascia in mano al pilota ogni decisione su quando e come cambiare (a pollice&nbsp;o con il classico pedale)</strong>. Il sistema, quindi, per mezzo di due attuatori riceve il comando dal pilota, disinnesta la frizione, innesta il rapporto scelto e reinnesta la frizione. Tutto da solo. Sicuramente pu&ograve; essere una strada alternativa verso la cambiata assistita rispetto al sistema Honda (Dual Clutch Transmission) o al&nbsp;pi&ugrave; tradizionale cambio CVT. Un indubbio vantaggio c&#39;&egrave;: il sistema&nbsp;aggiunge pochissimo peso alla moto (2 kg tutto compreso).
</p>
<p>
	<span style="color:#FF0000;"><strong>LIVE</strong></span><br />
	<a href="http://www.red-live.it/senza-categoria/yamaha-fjr-1300-as/attachment/yamahafjr1300as2013-014/" rel="attachment wp-att-93175" style="" target="" title=""><div id="attachment_93175" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img alt="YamahaFJR1300AS2013-014" class="size-medium wp-image-93175 wp-caption alignleft" height="149" src="http://www.red-live.it/content/media/2013/05/YamahaFJR1300AS2013-014-225x149.jpg" width="225" style="" title="" /><p class="wp-caption-text">La Yamaha e&#8217; stata una delle prime moto al mondo a perdere la leva della frizione. Il suo cambio robotizzato e&#8217; arrivato nel 2006, ora giunge alla seconda generazione</p></div></a>Aveva rotto un tab&ugrave;, quindi, Yamaha forse un po&rsquo; presto, ma ora che parlare di moto con cambio robotizzato sembra essere diventato pi&ugrave; &ldquo;normale&rdquo; ha pensato bene di<strong> rilanciare il suo sistema</strong> sulla stessa moto che lo ha proposto per la prima volta: la <strong>FJR1300AS</strong>, una touring, segmento al momento un po&rsquo; schiacciato dalle maxi enduro (che ne stanno schiacciando tanti, in verit&agrave;, di segmenti) ma comunque ancora interessante soprattutto per certi mercati. Basti pensare che la FJR &egrave; stata venduta negli anni in oltre 95.000 unit&agrave;.
</p>
<p>
	Lascio alla <a href="http://www.red-live.it/test/test-moto/prova-yamaha-fjr1300a/" target="_blank">prova della FJR1300A di Edoardo Margiotta</a> il compito di spiegare le novit&agrave; introdotte dall&rsquo;ultima edizione (comuni ovviamente con la AS),&nbsp;che sono molte, pi&ugrave; di quelle che pu&ograve; far pensare il rinnovamento estetico che Yamaha ha mantenuto sotto il segno della continuit&agrave;.&nbsp;<span style="line-height: 1.6em;">Piuttosto &egrave; utile concentrarsi su </span><strong style="line-height: 1.6em;">cosa offre la FJR1300AS in pi&ugrave; rispetto alla versione &ldquo;normale&rdquo;, oltre al prezzo superiore di 2.000 euro (19.690 euro)</strong><span style="line-height: 1.6em;">.</span>
</p>
<p>
	<a href="http://www.red-live.it/senza-categoria/yamaha-fjr-1300-as/attachment/yamahafjr1300as2013-009/" rel="attachment wp-att-93160" style="" target="" title=""><div id="attachment_93160" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img alt="YamahaFJR1300AS2013-009" class="size-medium wp-image-93160 wp-caption alignleft" height="149" src="http://www.red-live.it/content/media/2013/05/YamahaFJR1300AS2013-009-225x149.jpg" width="225" style="" title="" /><p class="wp-caption-text">Le evoluzioni tecniche sulla FJR sono maggiori di quanto lascia pensare il look, rinnovato si, ma nel segno della continuita&#8217;</p></div></a>Non &egrave; solo il cambio, tra l&rsquo;altro ulteriormente evoluto -&nbsp;sfrutta il Ride By Wire per migliorare velocit&agrave; di cambiata e dolcezza di scalata -&nbsp;ma <strong>anche le sospensioni cambiano completamente con l&rsquo;arrivo, prima assoluta per una moto giapponese, delle sospensioni a regolazione elettronica sviluppate da Yamaha assieme a Kayaba</strong>. La forcella &egrave; in questo caso una upside down (normale sulla moto standard) e anche il monoammortizzatore si regola elettronicamente. Tutto da un comodo menu sul cruscotto, che prevede in tutto <strong>84 combinazioni possibili</strong>: tre settaggi per l&rsquo;idraulica (standard, soft, hard),&nbsp;ciascuno dei quali pu&ograve; essere regolato in modo &ldquo;fine&rdquo; su 7 livelli (-3, -2, -1, 0, 1,2,3);&nbsp;queste regolazioni possono essere effettuate tutte in movimento.
</p>
<p>
	Inoltre &egrave; prevista anche la regolazione del precarico (solo pilota, pilota passeggero, con o senza borse), effettuabile per&ograve; solo a motore acceso e moto ferma per dare il tempo al motorino di agire sulla molla (cosa comune per tutti questi tipi di regolazioni). Le novit&agrave; per quello che riguarda il cambio sono i<strong> tempi di cambiata (pi&ugrave; veloci in media del 30%)</strong> ma anche la funzione Stop Mode (disinseribile per mezzo di un pulsante sul manubrio) che scala automaticamente le marce fino alla prima quando in decelerazione si scende sotto la velocit&agrave; di 30 km/h. Inoltre ora si pu&ograve; indifferentemente cambiare con il pedale o il pulsante al manubrio:&nbsp;non &egrave; pi&ugrave; necessario attivare il comando al manubrio.
</p>
<p>
	<span style="color:#FF0000;"><strong>RIDE</strong></span><br />
	A me la FJR &egrave; sempre piaciuta, perch&eacute; &egrave; grande ma &ldquo;piccola&rdquo;, non &egrave; ingombrante come altre touring e offre una guida pi&ugrave; sportiva. La nuova edizione non ha cambiato carattere, resta sempre un&rsquo;ottima moto da turismo sportivo con una grande attenzione al comfort e quella qualit&agrave; costruttiva che solo Yamaha riesce a mettere nei propri modelli. <strong>Accoppiamenti, verniciature, semplici fusioni sulla FJR1300AS &egrave; tutto davvero impeccabile</strong> e anche il colpo d&rsquo;occhio una volta in sella &egrave; davvero notevole con piccole attenzioni verso il rider&nbsp;che fanno molto piacere, come lo sportellino nella carenatura&nbsp;(si blocca quando si toglie contatto) o le manopole riscaldabili perfettamente integrate e senza odiosi cavi che spuntano come sulla maggior parte dei modelli in commercio. Che Yamaha costruisca moto di qualit&agrave; non &egrave; insomma una novit&agrave;, e la FJR1300AS lo&nbsp;conferma.
</p>
<p>
	<a href="http://www.red-live.it/senza-categoria/yamaha-fjr-1300-as/attachment/yamahafjr1300as2013-007/" rel="attachment wp-att-93154" style="" target="" title=""><div id="attachment_93154" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img alt="YamahaFJR1300AS2013-007" class="size-medium wp-image-93154 wp-caption alignleft" height="114" src="http://www.red-live.it/content/media/2013/05/YamahaFJR1300AS2013-007-225x114.jpg" width="225" style="" title="" /><p class="wp-caption-text">Peso elevato ma baricentro basso rendono la FJR sincera in ogni situazione. Le sospensioni elettroniche sono effettivamente un passo avanti per feeling di guida.</p></div></a>L&rsquo;arrivo di nuovi sistemi di cambiata potrebbe aver messo un po&rsquo; in ombra il robotizzato Yamaha,&nbsp;che per&ograve; in questa nuova generazione mostra di poter dire la sua. Va dato atto a Yamaha di <strong>riuscire a&nbsp;innovare senza per&ograve; turbare i sonni dei motociclisti pi&ugrave; conservatori</strong>. Perch&eacute; la FJR, alla fine, &egrave; una normalissima moto con un normalissimo cambio ma con in pi&ugrave; <strong>un paio di elettroattuatori che&nbsp;semplificano la vita.</strong> Quando sali a bordo l&#39;assenza della frizione pare un vuoto incolmabile e <strong>per qualche minuto l&#39;automatismo di andare a prendere la leva per partire o cambiare c&#39;&egrave; ancora</strong>. Basta davvero poco, per&ograve;, per entrare nell&#39;ottica che della leva della frizione si pu&ograve;&nbsp;fare tranquillamente a meno, perch&eacute; <strong>il sistema studiato da Yamaha non toglie assolutamente nulla al piacere di guida.</strong> La vera differenza con il comando tradizionale alla fine &egrave; nella <strong>collocazione della folle, che sulla AS &egrave; sotto la prima e quindi si innesta tirando in su il comando a pedale.</strong> La frizione si innesta a 1300 giri e ora ha un attacco molto pi&ugrave; morbido che in passato<strong>, le partenze sono perfette.</strong>
</p>
<p>
	<strong>Fedele alla filosofia Yamaha (la tecnologia non si deve mai sostituire al pilota), la FJR lascia ogni decisione al suo rider. </strong>Sei tu che decidi quando cambiare,&nbsp;mettere la folle quando ti fermi, tirare una marcia al limitatore. Utile, per&ograve;, la funzione Stop Mode che scala da sola quando stai per arrestare, fino a innestare la prima. A questo punto,&nbsp;per&ograve;, viene da chiedersi perch&eacute;, fatto trenta, Yamaha non abbia fatto trentuno proponendo anche una soluzione completamente automatizzata.
</p>
<p>
	Detto questo, il sistema studiato da <strong>Yamaha</strong> per la nuova <strong>FJR1300AS</strong> riesce a tener testa anche a moto con sistemi pi&ugrave; complessi. Grazie all&rsquo;integrazione del cambio con il Ride By Wire si hanno cambiate veloci e morbide, almeno finch&eacute; non si tirano molto le marce quando si rileva un piccolo &ldquo;salto&rdquo;. In scalata, invece, il cambio (a parte qualche rumore di innesto) &egrave; perfetto, rapidissimo, consente di scalare pi&ugrave; marce in successione, e grazie al &ldquo;blipper&rdquo; consente scalate morbidissime, utili ad esempio su asfalti bagnati.
</p>
<p>
	<a href="http://www.red-live.it/senza-categoria/yamaha-fjr-1300-as/attachment/yamahafjr1300as2013-005/" rel="attachment wp-att-93148" style="" target="" title=""><div id="attachment_93148" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img alt="YamahaFJR1300AS2013-005" class="size-medium wp-image-93148 wp-caption alignleft" height="149" src="http://www.red-live.it/content/media/2013/05/YamahaFJR1300AS2013-005-225x149.jpg" width="225" style="" title="" /><p class="wp-caption-text">Posizione di guida rilassata, ampia protezione. L&#8217;autostrada e&#8217; ovviamente il suo pane, ma sulle curve la FJR non si trova certo a disagio</p></div></a>Ovviamente tutto il sistema &egrave; &ldquo;idiot proof&rdquo;: quando ci si ferma in qualsiasi rapporto la frizione si disinnesta automaticamente.&nbsp;<strong>Non</strong> <strong>&egrave; concesso scalare quattro marce a raffica, cos&igrave; come dalla folle si pu&ograve; innestare solo la prima</strong>;&nbsp;la moto resta in folle se il cavalletto &egrave; abbassato. <strong>Tutto &egrave; studiato per essere a prova di errore e alla fine estremamente piacevole da utilizzare.</strong>&nbsp;Va solo prestata attenzione a quando ci si ferma se si vuole farlo con la&nbsp;marcia inserita,&nbsp;ad esempio in discesa. In questo caso&nbsp;se si spegne il quadro con la chiave, dopo 2 secondi il sistema riaggancia automaticamente la frizione, ma se si spegne solo il motore con il pulsante off/run la moto resta in folle: meglio saperlo prima perch&eacute; la FJR non &egrave; una libellula.
</p>
<p>
	<strong>Cambio a parte, la FJR1300AS conferma ottime qualit&agrave; dinamiche grazie anche alle nuove sospensioni</strong>. &Egrave; bilanciata, ben piazzata su sospensioni che funzionano bene (ottimi i settaggi di base hard-soft-standard); inoltre &egrave; stabile anche con le borse e a velocit&agrave; elevate. <strong>In sella &egrave; amichevole:&nbsp;la sella &egrave; bassa e anche chi non &egrave; un gigante riesce a manovrarla bene nonostante i 296 kg in ordine di marcia</strong>, che in movimento per&ograve; si sentono poco. Il motore non &egrave; una sorpresa ma una conferma:&nbsp;potente, pastoso nell&rsquo;erogare la potenza, ricco di coppia, privo di vibrazioni, rende la FJR un vero incrociatore d&rsquo;asfalto capace, potendo, di divorare chilometri a velocit&agrave; di crociera elevatissime.
</p>
<p>
	Degni di nota sono sicuramente il comparto elettronico con un<strong> traction control eccellente </strong>e <strong>il sistema D-Mode di mappature del motore</strong> che riesce effettivamente a cambiare parecchio il carattere del 4 cilindri di Iwata, con la mappa T (Touring) dolcissima e perfetta ad esempio sul bagnato e la S (Sport) che riesce a dare al milletre Yamaha la giusta cattiveria per divertirsi. Anche il sistema UBS di frenata integrale passa l&rsquo;esame grazie a un ottimo ABS e alla&nbsp;taratura azzeccata. La trasmissione a cardano merita la lode per la dolcezza e la totale assenza di giochi, come &egrave; sempre stato per gli alberi cardanici&nbsp;Yamaha.&nbsp;</p>
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		<title>Husaberg m.y. 2014</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Selvetti - @MarcoSelvetti</dc:creator>
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		<title>Yamaha FJR 1300 AS</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gallery Moto]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>Adam Store Milano &#8211; Opel</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Selvetti - @MarcoSelvetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi Auto]]></category>
		<category><![CDATA[adam]]></category>
		<category><![CDATA[Opel]]></category>

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		<description><![CDATA[Adam Store, dopo il successo della scorsa primavera, riapre i battenti in occasione della Milano Food Week ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Opel Adam (<a href="http://www.red-live.it/test/test-auto/prova-opel-adam/">leggi la prova</a>)&nbsp;&egrave; la piccola che stuzzica la fantasia dei giovani automobilisti,&nbsp;e non solo; <strong>visto il successo della prima edizione del Concept Store, aperto a Milano la scorsa primavera</strong>, la Casa tedesca ha deciso di replicare in questi giorni,&nbsp;dando continuit&agrave; a un concetto diverso di presentazione di una vettura.&nbsp;Adam &egrave; chiaramente un modello&nbsp;di rottura, diversa dai clich&egrave;&nbsp;estetici di Opel, perch&eacute; &egrave; sportiva, elegante e fuori dagli schemi; caratteristiche che le hanno permesso di essere molto apprezzata fin dal debutto,&nbsp;pochi mesi fa.
</p>
<p>
	<strong>Adam&amp;Milano &egrave; innanzitutto un luogo di aggregazione, uno spazio dove Adam veicola il piacere di ritrovarsi</strong> e permettere,&nbsp;come viene raccontato dal team Opel,&nbsp;di <em>&quot;dare forma a idee e progetti connessi al mondo della comunicazione, dell&rsquo;arte e dell&rsquo;immagine, capaci di offrire al pubblico stimoli e nuovi punti di vista, in piena sintonia con le diverse personalit&agrave; che caratterizzano la piccola e glamour Opel e il suo infinito potenziale di proposte di allestimenti&quot;.&nbsp;</em>
</p>
<p>
	Con appuntamenti settimanali e mensili si potr&agrave; assistere a workshop tematici,&nbsp;che spaziano dal&nbsp;food a&nbsp;moda, musica e make-up.&nbsp;<strong>L&#39;appuntamento &egrave; fissato a Milano in corso Garibaldi 51/A.</strong>
</p>
<p>
	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Honda e Groupama Assicurazioni per SH300i e Integra</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo Margiotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Moto]]></category>
		<category><![CDATA[honda]]></category>

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		<description><![CDATA[Sconti molto importanti sulla RCA per chi acquista i due modelli Honda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Il caro-assicurazioni &egrave; una delle tante piaghe che affligge i motociclisti italiani. Honda corre ai ripari, offrendo un&#39;interessante opportunit&agrave; a chi acquister&agrave; SH300i e Integra nel corso dell&#39;intero 2013. <strong>L&#39;accordo con Groupama Assicurazioni prevede, infatti, forti risparmi sulla polizza RCA</strong> che arrivano (rispetto alla media di mercato) fino al 50% sull&#39;SH300i e fino al 30% sull&#39;Integra. L&#39;offerta sullo scooter a ruote alte&nbsp;si somma <span style="font-size: 13px; ">fino al 30 giugno&nbsp;</span>con quella&nbsp;in collaborazione con Agos Ducato che permette di acquistare l&#39;SH300i senza interessi per un importo compreso tra 1.500 e 5.100 euro, con pagamento rateale&nbsp;in 24 mesi.
</p>
<p>
	Per Integra&nbsp;alla promozione sull&#39;assicurazione&nbsp;RCA Honda aggiunge,&nbsp;fino al&nbsp;30 giugno 2013, il bauletto per due caschi integrali compreso nel prezzo; anche per l&#39;originale scooter-moto da 700 cc &egrave; attiva l&#39;opportunit&agrave; del finanziamento&nbsp;Agos Ducato a tasso&nbsp;agevolato fino a 30 mesi (TAN fisso 3,91%, TAEG 6,14%).&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Triumph Tridays 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo Margiotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brevi Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Triumph]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 21 al 23 giugno l'evento per tutti i fans del marchio inglese è a Neukirchen, in Austria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Arriveranno da ogni parte del mondo: sono i triumphisti, gli appassionati della Casa inglese. Saranno loro a trasformare il tranquillo paesino di Neukirchen, nei pressi di Salisburgo, in Austria, in Newchurch (chiesa nuova), versione inglesizzata per via di quella che sar&agrave; una&nbsp;pacifica invasione di motociclisti. Tre le giornate di festeggiamenti, con musica, spettacoli,&nbsp;stand gastronomici, special su base Triumph e molto altro. Lo scenario naturale, tipico delle montagne austriache, ben si presta ad accogliere i motociclisti che, rigorosamente in sella alle loro Triumph, arriveranno con il preciso obiettivo di divertirsi,&nbsp;condividendo la comune passione per le creazioni inglesi a due ruote. Visitate il <a href="http://www.tridays.at">sito ufficiale</a> per saperne di pi&ugrave;.&nbsp;&nbsp;
</p>
<p>
	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Renault Megane RS Red Bull</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 13:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gallery Auto]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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